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Le principali tasse che un’azienda deve pagare

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Prima di avviare un’impresa, dovresti conoscere quante e quali sono le principali tasse che un’azienda deve affrontare.

Il livello di imposizione fiscale in Italia (tra i più elevati del mondo) non riguarda solo IRPEF, addizionale IRPEF, IVA, IRAP e IRES. Sono questi i principali tributi che rappresentano gran parte del prelievo fiscale ma non sono  gli unici.

Bisogna aggiungere i contributi INPS per i dipendenti, IMU, diritto alla CCIAA da pagare ogni anno, altre tasse minori come rifiuti, pubblicità.

Creare un’azienda è un atto di coraggio, nel nostro Paese: considerando tutte le tasse da pagare, il livello di imposizione fiscale può superare il 60%.

In questa guida, menzioniamo tutti i principali tributi per fornirti una panoramica chiara per una scelta consapevole.

Quali sono le principali tasse che un’azienda deve affrontare

In attesa di una riforma per tentare di ridurre la pressione fiscale, descriviamo i contributi che un’azienda italiana deve versare per svolgere la sua attività.

L‘IVA (imposta sul valore aggiunto) ha un’aliquota ordinaria del 22% in Italia, che scende al 4% e 10% per beni di consumo ed altri servizi. Si versa la differenza tra quella a debito (vendite) e quella a credito (acquisti).

L’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) è diretta, personale e progressiva. A fine anno, l’imprenditore deve inserire nella dichiarazione dei redditi quelli derivanti dall’impresa e da altre fonti. L’aliquota cresce in base a 6 scaglioni (a seconda dell’importo dichiarato) con aliquota che va da un minimo del 23% (redditi fino a 15.000 euro) fino al 43% (redditi oltre 75.000 euro). All’IRPEF si aggiunge l’addizionaleIRPEF dovuta alla Regione di competenza da calcolare sull’imponibile, con aliquote diverse in base ai suddetti scaglioni.

L’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) del 3,9% finisce nelle casse dello Stato: il 90% resta alle Regioni per finanziare il Fondo Sanitario Nazionale gestito dalle stesse. Si calcola sul fatturato, l’imponibile cambia in base al settore in cui opera l’azienda. Varia ogni anno anche l’aliquota.

Passiamo all’imposta sui redditi della società, l’IRES al 24%. Si calcola su una base imponibile ottenuta sottraendo alcuni costi dai ricavi. L’aliquota è stabilita dalla Legge di Bilancio. Questo tributo si versa con il meccanismo del saldo e degli acconti, in due tranche: saldo sul reddito dell’anno precedente il 30 giugno e acconto dell’anno in corso il 30 novembre.

Poi, ci sono l‘IMU e la TASI. L’imposta comunale sugli immobili (IMU) colpisce gli immobili strumentali di proprietà dell’imprenditore (uffici, capannoni, fabbricati industriali), mentre la TASI (tributo comunale per i servizi indivisibili) si calcola sulla rendita catastale dei fabbricati in base alle decisioni prese dai singoli Comuni.

Per il pagamento ci si può affidare al proprio consulente fiscale o commercialista che tramite delega provvedere lui stesso. Altrimenti potrete provvedere voi direttamente, tramite un modello F24 per le tipologie di tasse per cui è previsto oppure le altre tipologie di tasse si possono pagare online.

Altre tasse da aggiungere a quelle principali

Oltre alla tasse principali, un’azienda dovrà sostenere anche:

contributi INPS e INAIL per eventuali dipendenti;

diritto annuale alla CCIAA (Camera di Commercio) con quota fissa per alcune aziende (ditte individuali, società semplici, società tra avvocati, soggetti iscritti al REA) e quota commisurata al fatturato per le altre (da un minimo di 200 euro ad un massimo di 40.000 euro, entrambi soggetti ad una riduzione del 50%);

tasse sui rifiuti;

imposta sulla pubblicità (insegne, targhe, cartelli, striscioni o altro strumento pubblicitario con dimensioni pari o superiori a 300 cm quadri);

TARI, imposta sui locali e aree scoperte che generano rifiuti urbani, composta da una quota fissa e una variabile in base alla quantità di rifiuti prodotti.

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