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Pagamenti Contactless: cosa sono e come funziona

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La pandemia di Coronavirus ha fatto fare un balzo in avanti all’utilizzo di tecnologie per i pagamenti contactless anche in Italia, perché come vedremo più in dettaglio permettono il pagamento senza digitare il PIN e quindi senza contatti con il POS.

Vi spieghiamo come funziona questo tipo di pagamento, quali sono i livelli di sicurezza e cos’è cambiato per questo tipo di pagamenti a partire dal 1 Gennaio 2021.

Come funziona il pagamento contactless?

Dal punto di vista dell’utente, il pagamento contactless si risolve nell’avvicinare la propria carta a un POS abilitato al contactless e appena programmato per ricevere il pagamento di un determinato importo.

Questo metodo di pagamento può essere utilizzato sia attraverso carte di credito o di debito con questa specifica funzione sia attraverso l’utilizzo dello smartphone o dello smartwatch come strumento fisico di pagamento.

In entrambi i casi è possibile eseguire piccole transizioni in maniera automatica, senza avere la necessità di confermare o autorizzare il pagamento. L’autorizzazione diventa invece necessaria nel momento in cui l’importo da pagare supera una certa soglia, normalmente 25 €.

I codici di sicurezza sono di diversa natura: alle carte fisiche viene associato un PIN che l’utente può cambiare al momento in cui acquisisce la carta in questione; molte App per smartphone utilizzano come codice di sicurezza il codice di sblocco del telefono (anche sotto forma di impronta digitale, riconoscimento facciale o lettura della retina) mentre altre App chiedono all’utente di creare un codice apposito, non utilizzabile per altre funzioni.

Perché il pagamento contactless è più sicuro?

Uno dei motivi principali per cui si dovrebbe utilizzare il pagamento contactless più spesso possibile è che questo tipo di pagamento non prevede la trasmissione dei dati della carta di credito al POS. In questo modo i dati sensibili dei possessori della carta circolano molto poco e sono molto meno esposti al rischio di frodi.

Il pagamento contactless si è rivelato uno strumento preziosissimo per la limitazione del contagio nel corso della pandemia di Coronavirus. Questo metodo di pagamento, infatti, non prevede il passaggio di mano del denaro, pericoloso veicolo di virus e germi, e non impone di toccare il tastierino del POS per digitare il codice. Il cliente che si accinge a pagare tocca solo il proprio telefono o la propria carta e non è obbligato a interagire con altri oggetti.

Inoltre, moltissime carte e applicazioni consentono di ricevere notifiche ogni volta che viene effettuata una transizione con la carta registrata. Questo consente di avere sempre la propria situazione economica sotto controllo e di individuare immediatamente transizioni non autorizzate.

Infine, le applicazioni per i pagamenti contactless da smartphone consentono di cancellare da remoto tutti i dati di una carta al fine di impedire il suo utilizzo da parte di malintenzionati dopo il furto o lo smarrimento del telefono.

In questi mesi un numero sempre maggiore di cittadini ha cominciato a utilizzare il pagamento contactless per i propri acquisti quotidiani, anche considerando l’attivazione del cashback di Stato per la lotta all’evasione fiscale. Ne deriva che, oltre a essere più corretto dal punto di vista sanitario e fiscale, con il cashback il pagamento contactless è diventato anche più conveniente.

Per venire incontro alle esigenze dei consumatori e rendere più sicuri anche i pagamenti maggiori di una certa cifra, alcuni dei maggiori circuiti bancari hanno recepito le indicazioni della Banca Centrale Europea e hanno deciso di innalzare la soglia dei pagamenti diretti. Pagando con Bancomat, Mastercard e Visa, a partire dal 1° Gennaio 2021 è possibile effettuare transazioni fino a 50 € senza inserire il PIN.

Fortunatamente (dal punto di vista dei commercianti che utilizzano il POS contactless) non sarà necessario cambiare apparecchiatura: basterà scaricare l’aggiornamento del software per implementare la nuova soglia massima di pagamento.

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